Google batte Apple e Microsoft È il marchio che vale di più al mondo

Postato da | maggio 22, 2014 | Curiosità | No Commenti
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La Mela scende in seconda posizione. Per la prima volta in classifica Twitter e Linkedin

Gucci e Prada sono i marchi più «sexy» fra l’alta moda, i più «divertenti» sono Facebook e H&M. Il marchio che invece vale di più è Google: 159 miliardi di dollari, il 40% in più dal 2007. Mountain View batte così Apple, «relegata» al secondo posto con un valore di di 148 miliardi di dollari. A scattare la fotografia dei marchi mondiali è Millward Brown Optimor, la società che stila l’annuale classifica dei primi 100 brand al mondo, BrandZ. L’edizione 2014 mostra come i Paesi sviluppati siano in ripresa dopo la crisi finanziaria e come la fiducia su questi mercati sia aumentata. 

 I dieci maggiori marchi statunitensi, dell’Europa e del Regno Unito hanno registrato un aumento del proprio valore negli ultimi 12 mesi, mentre quelli delle economie emergenti hanno rallentato. Nessun marchio indiano compare in classifica, e solo uno africano, in calo anche i brand cinesi rispetto al 2013. Prima volte in classifica, invece, per Twitter e LinkedIn, che conquistano rispettivamente la 71ª e la 78ª posizione con valori di 13,8 miliardi di dollari e 12,4 miliardi di dollari. 

 Complessivamente il valore totale dei primi 100 marchi al mondo è di 2.900 miliardi di dollari, il 12% in più rispetto all’anno scorso. Un aumento che mostra un’accelerazione rispetto alla media annuale del 9% registrata dal 2006, quando per la prima volta è stata stilata la classifica. Fra i top-100, circa un quinto è rappresentato da marchi nel settore tecnologico, con 18 brand valutati complessivamente 827 miliardi di dollari. 

 Il secondo settore che ha maggiore valore è la finanza, che ha più marchi del settore internet con un valore complessivo di 584 miliardi di dollari. «Il potere dei brand è cresciuto in modo significativo dalla recessione e molti consumatori acquistano solo sulla base del marchio», afferma lo studio di BrandZ, sottolineando come la classifica di quest’anno mette in evidenza anche un rafforzamento della globalizzazione con i marchi occidentali tornati alla ribalta dopo la crisi.

fonte: lastampa.it